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Camere bianche per industria alimentare, un approfondimento

L’utilizzo delle camere bianche per industria alimentare è una pratica ormai consolidata da molti anni, alla quale ha contribuito in maniera fondamentale l’introduzione delle normative internazionali HACCP, emanate a partire dal 1997 e successivamente armonizzate dallo standard ISO 22000. Un settore come quello della produzione, del confezionamento e della conservazione del cibo merita sicuramente le maggiori attenzioni in termini di qualità delle lavorazioni, e questo implica anche di lavorare per particolari prodotti in ambienti dove la purezza dell’aria sia a livelli molto elevati. Approfondiamo dunque l’utilizzo della camera bianca per i processi di lavorazione alimentare.

Cosa sono le camere bianche

In breve le camere bianche sono ambienti detti ‘a contaminazione controllata’, nei quali avviene un filtraggio attivo dell’aria, che vengono adibiti a laboratori per la produzione di beni necessitanti di una o più fasi di massima sterilità. Comunemente utilizzate per contesti alimentari, biologici e sanitari, trovano nel contesto contemporaneo sempre maggiore applicazione anche in settori quali quelli dell’ottica, dei materiali compositi e della microelettronica (da cui in realtà trae origine) nei quali la purificazione dell’aria permette di fare apprezzare notevoli incrementi qualitativi. All’interno di una camera bianca lavorano operatori completamente protetti da tute per evitare di importare o esportare contaminanti.

➡️ Precedente: Filtri a carboni attivi, le soluzioni di Phamm Engineering.

Camere bianche per industria alimentare

La produzione alimentare si scontra ogni giorno con il problema della conservazione dei prodotti, i quali sono destinati a deteriorarsi prima del previsto nel momento in cui vengono a contatto con microparticelle di polvere e altri contaminanti che possono attivare una proliferazione di funghi e batteri. Questo avviene qualora le condizioni igienico-sanitarie previste non vengano rispettate durante le fasi di preparazione inerenti al confezionamento dei cibi solidi e all’imbottigliamento dei liquidi. E il sistema per prevenire in ampia parte questo genere di problematiche è lo spostamento delle fasi produttive interessate all’interno delle camere bianche, in modo da avere le migliori condizioni ambientali per procedere, ossia una totale sterilità; riciclando costantemente l’aria, la camera bianca consente di eliminare sia i prodotti derivanti da fonti di contaminazione interna che quelli portati dagli operatori, che sono i maggiori veicoli di contaminanti. Tipici prodotti dell’industria alimentare che vengono trattati all’interno di camere bianche sono i latticini e gli insaccati.

Camere bianche per industria alimentare: la normativa HACCP

Il sistema di normative HACCP ha origine a partire dagli anni ‘60, dove venne studiato dalla NASA per garantire le migliori condizioni possibili per gli alimenti degli astronauti in missione. Introdotto in Europa a partire dagli anni ‘90, è entrato ufficialmente in vigore nel 2006 con effetti sanzionatori per gli inadempienti. Il sistema HACCP si sviluppa su sette principi: l’individuazione dei pericoli e l’analisi dei principi, l’individuazione dei punti di controllo critici, la definizione dei limiti critici, la definizione delle procedure di monitoraggio, la definizione e la pianificazione delle azioni correttive, la definizione delle procedure di verifica e infine la definizione delle procedure di registrazione. Tali regolamenti presuppongono la formazione del personale addetto alle fasi della produzione alimentare (o di altro ambito) dove la HACCP è prevista, e i corsi formativi sono regolamentati a livello regionale.

Potete richiedere maggiori informazioni sull’impiego delle camere bianche per industria alimentare contattando ora Phamm Engineering.

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